SELVATICO.TRE/Una testa che guarda

Cacciatori di teste

Pescherie della Rocca Lugo

A cura di Massimiliano Fabbri
Con la collaborazione di Daniele Serafini, Aldo Savini
e dei collezionisti privati del territorio

8 dicembre 2014 – 6 gennaio 2015

Cacciatori di teste è il progetto e la storia di una chiamata che si è concretizzata in un esteso museo temporaneo composto da una moltitudine di ritratti e teste provenienti da diverse ed eterogenee raccolte private; a partire infatti da alcune tra le più interessanti collezioni presenti sul territorio lughese, si è allestita una grande quadreria capace di condensare il meglio del volto dipinto, ricercato, inseguito e raccolto dal collezionismo locale, da Varoli ai giorni nostri.

Un vero e proprio mosaico di sguardi, uno specchio che non si limiterà a riflettere un punto di vista univoco, o a rilanciare esclusivamente la narrazione sui più importanti autori della bassa romagna della prima metà del secolo scorso, ma che terrà conto di un arco cronologico più ampio, per meglio rendere giustizia ai diversi sguardi e percorsi dei collezionisti coinvolti; raccontando, per lampi e bagliori, curiosità, innamoramenti, ossessioni e traiettorie di chi ha effettivamente costruito negli anni queste preziose raccolte, veri e propri musei privati che conservano, non solo opere ovviamente, ma  anche, alla stregua di diari e intimi archivi, testimonianze affettive e pezzi e storie di vita e incontri, crescendo, sviluppandosi e precisandosi nel tempo con un andamento quasi vegetale, come guidato da un segreto e silenzioso ordine interno che le muove e governa.

La quadreria vivrà così, inevitabilmente, anche di scarti non ortodossi e presenze talvolta incongruenti, sguardi plurali, quelli dei molti artisti presenti nonché quelli, altrettanto fondamentali in questo disegno, dei proprietari dei dipinti; da Varoli a Folli, da Avveduti a Ruffini, Verlicchi e Panighi, e naturalmente Moreni e Sartelli, fino a giungere e toccare alcune delle più significative esperienze contemporanee locali come nel caso di Massimo Pulini, Piero Dosi, Francesco Izzo, Nicola Samorì, Vanni Spazzoli, Lucia Baldini, Cesare Baracca.

Cacciatori di teste è il pensiero e architettura di un articolato museo immaginario e nascosto che si apre e svela, concedendo e schiudendo sorprese e visioni; un museo parziale, arbitrario e imperfetto, effimero, incompiuto, non rispondente tanto a criteri scientifici ma piuttosto governato da suggestioni, sensibilità e affinità elettive, svelante connessioni e contrasti, rimandi interni e fughe. Eppure crediamo che questa operazione, che parte dallo sguardo privato e personale dei collezionisti, e dalle case che questo sguardo custodiscono gelosamente, tratteggiando e trattenendo personali geografie sentimentali, sia capace di raccontare, integrare, estendere e completare la narrazione, ricerca e studio sui luoghi, memorie e presenze, portata avanti dai nostri musei e istituzioni, creando un’imperdibile mappatura, aperta e non finita, di ciò che è stato e continua a essere e cresce e si accumula e stratifica tuttora; storie e tempi che si alimentano, fiumi carsici che scorrono sotto, pronti a riemergere.

Autori

Valerio Adami, Marco Astorri, Giulio Avveduti, Lucia Baldini, Cesare Baracca, Paolo Barbieri, Mercede Barisani, Giuseppe Bartoli, Riccardo Baruzzi, Vittoriana Benini, Massimo Brancaleoni, Violetta Branzanti, Remo Brindisi, Ezio Camorani, Giovanni Cappelli, Sauro Cardinali, Roberto Casadio, Sandro Chia, Carlo Cicognani, Primo Costa, Dioscoride, Piero Dosi, Massimiliano Fabbri, Tano Festa,  Umberto Folli, Giovanni Frangi, Mimmo Germanà, Andrea Ghetti, Sante Ghinassi, Gaetano Giangrandi, Alberto Giunchi, Andrea Guastavino, Virgilio Guidi, Francesco Izzo, Maurizio Lanzillotta, Bengt Lindstrom, Anna Liverani Barberini, Arialdo Magnani, Piero Manai, Gian Ruggero Manzoni, Anacleto Margotti, Pierina Martelli, Pasquale Martini, Giuseppe Mazzotti, Giorgio Merli, Enzo Morelli, Mattia Moreni, Claudio Neri, Ettore Panighi, Domenico Panighi, Velda Ponti, Franco Pozzi, Esodo Pratelli, Arturo Prins, Massimo Pulini, Giovanni Romagnoli, Giulio Ruffini, Nicola Samorì, Germano Sartelli, Giannetto Savini, Roberto Sella, Olga Settembrini, Vanni Spazzoli, , Lorenzo Tornabuoni, Ermanno Toschi, Luigi Varoli, Francesco Verlicchi, Federico Zanzi, Giuseppina Zardi

Storie del volto dipinto

Bagnara di Romagna, Rocca Sforzesca/Museo del Castello

Domenica 11 gennaio 2015

Conferenza-lezione a più voci intorno al ritratto e al volto nell’arte con gli autori dei testi del catalogo Selvatico.Tre/Una testa che guarda

Sabrina Foschini,  Claudia Collina, Massimo Pulini, Alessandro Giovanardi, Vittorio D’augusta, Diego Galizzi, Marco Servadei Morgagni, Massimiliano Fabbri, Andrea Bruni

Un episodio o un’intera epoca, i confini labili di un secolo, un momento o una stagione della storia dell’arte visti attraverso una singola testa, o meglio, concentrati, condensati e impressi in un unico volto disegnato o dipinto, scelto e raccontato da storici dell’arte, critici, artisti e direttori di musei; ciascuno di essi ha descritto, per il catalogo di Una testa che guarda, un ritratto, isolando un viso tra i molti amati e contribuendo a una narrazione collettiva per frammenti dove la storia delle immagini sembra procedere per strappi, lacune, lampi e bagliori, capaci di sospendere il tempo e restituircelo infine come un percorso tutto al presente.

Allestimento