La scuola Arti e mestieri è qualcosa in più, o di diverso, da una semplice sezione didattica di un museo; è  una specie di bottega che sta a metà strada tra una scuola e una casa: un laboratorio dove si disegna e dipinge e si costruiscono libri artigianali, dove si fanno maschere e burattini con la cartapesta, sculture e feticci con i materiali di recupero e animali protostorici e altre cose sciamanesche con la creta; dove a volte si ascoltano storie, si guardano film, si dorme, si mangia, si fanno feste e da cui si parte per parate, scorribande, esplorazioni, scoperte e viste al museo civico Luigi Varoli ( Varoli è un pò il nostro nonno, o fratello maggiore) e al paese tutto con le sue strade, piazze, cortili, le principali edifici storici e artistici.

L’Arti e Mestieri si colloca così in uno spazio intermedio tra scuola e gioco, permettendo l’incontro fertile e felice tra questi due mondi troppo spesso separati. Un gioco impegnato questo, sostenuto da una serie di sguardi, modalità e pratiche quasi da artista; modi di vedere e fare che passano sempre attraverso il filtro della sperimentazione sui e con i materiali, e, imprescindibilmente, dallo sporcarsi le mani. Un fare artigianale, imperfetto e divagante è il nostro, che crediamo debba coinvolgere più aspetti possibili della quotidianità, una coltivazione della curiosità e stupore che non si limita all’attività nel laboratorio ma che diventa strumento di emancipazione e scoperta, pratica capace di collegare e congiungere mondi.

Un collegamento tra occhio e mano che rende forse anche più felici e che, in qualche modo, rappresenta un tentativo di miglioramento della qualità della vita, del nostro sguardo sul mondo, sugli altri e su di noi stessi. Perché offre, anche all’adulto stesso, perché no, modi di vedere altri che provengono dal mondo misterioso e lontano dei bambini. E al bambino la possibilità di sospendere il tempo, di concentrarsi, contemporaneamente, su di sé e il mondo, di fare errori ed esperimenti, incontri e scoperte, proprio come avviene quando si disegna.

I laboratori e le attività didattiche della scuola si dividono principalmente in due momenti: una fase mattutina in cui i progetti e i laboratori si inseriscono, integrandola, all’interno della programmazione scolastica; una seconda, pomeridiana, con gruppi di bambini che frequentano la scuola da ottobre a maggio con modalità un po’ simili ad un’antica bottega, con un rapporto diretto e continuativo tra studenti e maestri.

Un terzo momento è quello invece in cui la scuola si apre alla comunità e alle famiglie e anche a  chi non frequenta i corsi: laboratori per bambini e genitori, visite guidate, mostre, feste, incontri e notti al museo, parate…

Laboratori e percorsi nelle scuole

Ogni singolo progetto è specifico e diverso per scuola e classe: è frutto di un incontro e mediazione tra le nostre proposte e le esigenze delle insegnanti in merito alla loro programmazione; ciò permette all’attività laboratoriale di intrecciarsi al percorso scolastico, arricchendolo, integrandolo, rendendolo più complesso e, ci si augura, più affascinante e divertente.

Con la convinzione che l’arte sia luogo dei collegamenti, disciplina che tiene insieme cose e mondi diversi. Che una delle modalità principali di apprendimento e crescita risiede nella sfera delle emozioni, e l’arte, da sempre, è storia e scienza dei sentimenti e nella possibilità di congiungere e connettere punti sparsi nello spazio e nel tempo.

Corsi pomeridiani

I corsi pomeridiani sono l’altra faccia dell’Arti e Mestieri dove bambini dai 5 ai 14 anni si iscrivono e frequentano gli spazi della scuola da ottobre a maggio, con una lezione di due ore una volta a settimana.

Questi corsi funzionano per mesi tematici e, a differenza di quelli mattutini, dove i bambini sperimentano, incontrano ed approfondiscono un tema, alcuni materiali e tecniche, al pomeriggio si trovano invece in una sorta di bottega multiforme che si evolve e cambia pelle continuamente, attraversando e sperimentando la pittura, il disegno, i materiali di recupero e seconda vita delle cose, la cartapesta, la creta e ceramica, il libro artistico-artigianale.

La Segavecchia

Per il mese precedente alla più importante festa cotignolese – la Segavecchia è una sorta di carnevale che cade a metà quaresima e che si lega alla tradizione dei riti pagani di fine dell’inverno ma anche al dominio degli Sforza su Cotignola – la scuola diventa fabbrica e officina della cartapesta dove i bambini costruiscono maschere che indosseranno il giorno della parata. I maestri inoltre, lavorano su qualche pupazzo insieme a volontari e genitori e ragazzi delle scuole medie.

Durante questo periodo vengono attivati corsi serali per adulti per la realizzazione di maschere in cartapesta.

Cotignyork la città per i bambini

Si tratta, per noi, del momento più importante dell’anno poiché in questa occasione si rende visibile il percorso di un intero anno scolastico dove l’impegno dei bambini e insegnanti si riflette in una grande occupazione multiforme e articolata proposta che invade tutto il paese.

La Scuola Arti e Mestieri riveste una funzione importante di raccordo tra mondo scolastico e amministrazione comunale, così come tra la scuola e la comunità: per questo appuntamento si occupa dei svariati aspetti che permettono l’ideazione e la realizzazione del progetto: dalla scelta del tema all’organizzazione degli eventi e appuntamenti in calendario, dall’immagine grafica alle mostre in vari luoghi del paese, dai laboratori di quasi arte alle letture a voce alta, e poi gli spettacoli e racconti che animano l’intera settimana di questa festa, sempre capaci di strizzare un occhio alle identità del luogo e a quello che i bambini hanno sperimentato nelle attività durante l’anno, a scuola e al museo.