1. Parco Zanzi

Il busto e il monumento dedicati a Vittorio Zanzi “Patriota, animatore della solidarietà ai perseguitati” nell’omonimo parco inaugurato nell’aprile del 1987 (all’altezza dell’incrocio tra via Roma e via Cairoli), ricordano la figura di uno dei cittadini più illustri di Cotignola, Vittorio Zanzi (1886-1985); repubblicano, cresciuto negli ideali mazziniani, già pluridecorato della Grande Guerra, fu il principale organizzatore e animatore della rete di solidarietà che rese possibile il salvataggio di ebrei e rifugiati. Zanzi, sfruttando al meglio le opportunità che gli venivano dall’incarico di commissario prefettizio, riuscirà infatti a procurare ai perseguitati falsi documenti d’identità, stampati nella tipografia comunale e compilati da funzionari dell’anagrafe, e a nascondere queste famiglie in varie abitazioni di Cotignola.

2. Il Giardino dei Giusti

Collocato a ridosso dell’argine del fiume Senio, lungo la strada provinciale che porta a Lugo, ospita una lapide con incisi i nomi degli ebrei rifugiati e nascosti a Cotignola affiancati dai nomi di chi ha offerto loro protezione e ospitalità. La stele, inaugurata nel 1987, è inserita in un boschetto denominato nel 2002 Il Giardino dei Giusti; qui l’amministrazione comunale ha messo in dimora quarantuno alberi (uno per ogni vita salvata) con al centro un cedro del Libano, albero simbolo di Israele, davanti al quale giacciono sei grossi sassi a raffigurare idealmente i 6 milioni di ebrei uccisi nella Shoah.

3. Cotignola il Paese dei Giusti

Nell’aprile 2012 è stata inaugurata a Palazzo Sforza una nuova sezione del Museo civico Luigi Varoli dedicata ai quattro cotignolesi insigniti del titolo di Giusti tra le Nazioni; la sezione raccoglie materiale d’archivio tra cui filmati e fotografie, due documentari, rispettivamente di Fabrizio Varesco e Nevio Casadio, un’installazione multimediale dell’artista David Loom e alcune tavole del fumetto di Marina Girardi e Rocco Lombardi L’Argine, oltre ad altre pubblicazioni sull’argomento.

4. Distributore non automatico di coraggio

Nel 2013, in piazzale Amendola, all’interno del più ampio progetto di street art Dal museo al Paesaggio, un muro dipinto dal Collettivo Fx.

5. Targa prof. Marco Oppenheim

Collocata presso la canonica di Budrio di Cotignola  ricorda l’opera del medico ebreo Marco Oppenheim durante il periodo di ospitalità concesso alla sua famiglia qui rifugiata.


6. Piazzale della pace

Le lapidi con i nomi di tutti i caduti, civili e militari, poste nel 1965 sulla facciata sud di Palazzo Sforza, ricollocate nel 2003 all’interno della Chiesa del Pio Suffragio, sacrario dei caduti inaugurato nel novembre 1995 dopo anni di lavori e restauri insieme all’attiguo campanile.


7. Parco della Resistenza

Un’area verde posta dinanzi al ponte sul fiume Senio e inaugurata nel 1977 con il Monumento alla Resistenza; qui si trova anche il monumento dedicato ai soldati alleati Neozelandesi che, aggregati all’armata britannica, liberarono Cotignola, e sul cui retro è affissa la lapide commemorativa dell’Operazione “Bandiera Bianca” che ricorda l’impresa del prete Don Stefano Casadio e del partigiano comunista Luigi “Leno” Casadio la mattina del 10 aprile 1945. Entrambe le lapidi sono state eseguite nel 1995.

 

Questi luoghi, e implicitamente la storia di queste persone e della popolazione, fanno parte di un’ideale mappa della memoria che segnala e congiunge alcuni punti di Cotignola che ricordano le drammatiche vicende legate alla Seconda guerra Mondiale e al posizionarsi della Linea Gotica lungo il fiume Senio, fronte che schiaccia, per circa cinque mesi, il paese tra due eserciti.
A questa mappa si affianca e intreccia un secondo percorso che testimonia della rete dell’ospitalità, accoglienza e protezione rivolta agli ebrei (e non solo) a opera dei quattro Giusti cotignolesi, dei loro collaboratori e di un’ampia rete organizzativa che coinvolse un’intera comunità.
Forse, proprio alla luce di questo impegno collettivo, è Cotignola tutta che può fregiarsi del titolo di “Paese dei Giusti”.