Michele Buda | Marco Zanella | Giovanni Lami

Comune di Cotignola | Assessorato Cultura
Museo civico Luigi Varoli

Con il sostegno di
MiC Ministero italiano cultura
Regione Emilia-Romagna

In collaborazione con 
Comune di Calderara di Reno/Casa delle culture Italo Calvino | Adiacenze | Comune di Spilamberto | associazione culturale Primola/Arena delle Balle di Paglia  

Progetto e residenze

Nel corso del 2021 il Comune di Cotignola e il Museo civico Luigi Varoli hanno avviato tre campagne e residenze d’artista che coinvolgono due fotografi, Marco Zanella e Michele Buda, e un musicista, Giovanni Lami, intorno al paesaggio e al territorio, al paese, al suo patrimonio materiale e immateriale, e alle persone anche.

Un’indagine che segue quindi tre piste parallele e distinte che archiviano suoni e immagini, rumori e fantasmi, fino a tracciare una mappa inedita di Cotignola fatta di sguardi e ascolti, rumori e immagini.

Venerdì 23 luglio, dentro alla golena dell’Arena delle Balle di Paglia dove il fiume Senio incrocia il canale Emiliano-Romagnolo, è previsto il primo momento pubblico di restituzione di questo percorso con una serata intitolata Monumento fiume in cui i tre autori presentano gli esiti delle loro ricerche tra registrazioni e ascolti, proiezioni video, dialoghi e concerti.

La serata rientra nel programma più ampio di Fuori dalle balle.

In ottobre, a conclusione di questa lunga esplorazione e percorso, la mappa si chiuderà e completerà negli spazi dell’ex Ospedale Testi (di proprietà dell’Ausl Romagna), un luogo di grande bellezza e valore, sia storico che simbolico, che sarà restituito temporaneamente alla comunità accogliendo nelle sue stanze le due mostre fotografiche (e i due libri d’artista) di Michele Buda e Marco Zanella a cui si affiancherà un’installazione sonora composta dalle registrazioni audio di Giovanni Lami.

Programma

ESTATE

Venerdì 23 luglio | Monumento Fiume

Golena del fiume Senio | Arena delle Balle di Paglia, Cotignola 

> dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 | Sul confine
Laboratorio con Michele Buda: la fotografia come strumento per l’osservazione delle trasformazioni del territorio. 

Partecipazione gratuita: i posti sono limitati, è necessaria la prenotazione.

> dalle 19 alle 20 | Giungla

Registrazioni e ascolti, e un dialogo tra Giovanni Lami (musicista e sound designer) e Riccardo Ciavolella (antropologo)


> dalle 21 alle 22 Panorama

Proiezione e dialogo tra i fotografi Michele Buda e Marco Zanella con Massimiliano Fabbri (Museo civico Luigi Varoli)

> dalle 22 Radici

Concerto dei San Leo e videoproiezione di Marco Zanella

[Per tutta la serata è attivo il Bar di Balle & Paglia di Primola con vino e piadina]

La serata è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

info e prenotazioni: da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 13.00: 0545 908 879 / 320 43 64316 

museovaroli@comune.cotignola.ra.it

Dalle 15.30 alle 18.30 è anche possibile visitare la mostra Inventario Varoli – della copia e dell’ombra al Museo civico Luigi Varoli, corso Sforza 21, Cotignola RA. 

Dentro al percorso espositivo, che si gioca principalmente tra disegno e pittura, ci sono anche tre grandi stampe fotografiche di Michele Buda, Marco Zanella e Daniele Casadio che guardano al patrimonio del museo e all’archivio Varoli.

AUTUNNO

Sabato 9 ottobre | Inaugurazione

Sul confine / Michel Buda | Cotignola / Marco Zanella

Ex Ospedale Testi, via Roma 8 Cotignola RA

dal 9 ottobre al 31 dicembre 2021

Durante l’apertura delle mostre sono previste, al Teatro Binario, le presentazioni dei due libri fotografici (date ancora da definire).

Sul confine – Michele Buda
fotografo (Ravenna 1967)

“Sul confine” è il titolo di una campagna fotografica che Michele Buda sta portando avanti a Cotignola dai primi mesi del 2021, e che si orienta a partire da un’esplorazione lungo i confini territoriali del paese e del tratto cotignolese del fiume Senio. 

Questo torrente che nasce in Toscana, attraversa la Romagna e sfocia nel Reno fu, per centoquarantacinque giorni, tra il novembre 1944 e l’aprile 1945, linea di demarcazione che separò e oppose due eserciti: alleati da un parte, nazifascisti dall’altra, che schiacciarono e assediarono il piccolo paese della bassa Romagna riducendolo infine a un cumulo di macerie. 

Ma il fiume Senio non è solo un luogo della memoria, ma anche un segno reale nel paesaggio e nella sua conformazione e trasformazione: i suoi argini sono pensili e rappresentano l’unico punto rialzato nel panorama di pianura da cui è possibile allargare lo sguardo a volo d’uccello. 

Intorno e a fianco di questo tracciato, come si vede dalle mappe, il paese di Cotignola è cresciuto in due direzioni opposte e complementari: verso Lugo lo sviluppo industriale, in direzione Faenza, dove il Senio incrocia il suo corso con il canale Emiliano-Romagnolo, le campagne, le aree naturalistiche e le zone tutelate e protette.

L’indagine fotografica di Michele Buda interessa il tessuto rurale, urbano e sociale del comune attraverso uno sguardo che non si limita perciò solo al paesaggio, e porterà alla produzione di circa ottanta fotografie realizzate in un arco temporale di quasi un anno che andranno ad arricchire il patrimonio  del Museo civico Luigi Varoli. 

Il progetto prevede infine la pubblicazione di un libro e di una mostra che saranno presentati e aperti il prossimo autunno con un’anticipazione, laboratorio e incontro con l’autore, previsto a luglio.

Il progetto si è aggiudicato il “Bando Strategia Fotografia 2020”, promosso e sostenuto dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura e destinato alla valorizzazione della fotografia e della cultura fotografica italiana.

Cotignola – Marco Zanella
fotografo (Parma 1984)

Se la residenza di Michele Buda è partita all’inizio del 2021, quella del fotografo Marco Zanella era già in essere da oltre un anno e si è ramificata in più direzioni. 

“Facce” è uno dei suoi progetti pensati per il Museo Varoli (che ha fatto parte della prima edizione di “Prospettive. Visioni nella città tra memoria e futuro” una rete – sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna ). 

La maschera e il volto i due mondi, estremi e vicini, entrati in cortocircuito, sovrapposti e stratificati; intorno a questo incontro si è orientata la prima parte di questo progetto fotografico: qualcosa che ha ancora a che fare con l’esplorare l’identità di un luogo, per quanto incerta, imprendibile e pericolosa possa risultare questa parola. Una mappa scritta sulle facce delle persone.

E dalle grandi teste di cartapesta che raffigurano perdigiorno e personaggi noti a tutto il paese, passando per i volti del museo in legno e ceramica, fino ai ritratti di cotignolesi d’oggi, realizzati nel corso degli ultimi due anni, il fotografo appartenente al collettivo Cesura, ha cercato e fatto affiorare risonanze, storie, mancanze e fantasmi di un paese. 

Luoghi, persone e cose. Animali e paesaggi. Una specie di selvatichezza resistente.

Uno sguardo e indagine sul presente che finisce inevitabilmente per occuparsi di memoria, rilanciandola, e prendendosene cura. Portandola nel futuro. E una documentazione visiva e antropologica che diventa perciò, non solo testimonianza di nuovi punti di vista e modi di vedere, ma vera e propria trasformazione possibile, bellezza riscoperta e ferita aperta. 

“Cotignola” è il titolo conclusivo del campagna tutt’ora in corso di Marco Zanella (lunga oltre due anni), commissionata dal Comune con il fine di documentare la vita, i luoghi e le trasformazioni della piccola città della campagna romagnola, e che l’hanno portata ad essere, da paese quasi cancellato dalle mappe dopo la seconda guerra mondiale, a una delle realtà più energiche e vitali della nuova civiltà contadina, dove industrializzazione e ruralità trovano un compromesso felice di coesistenza.

Anche il progetto di Marco Zanella prevede infine la pubblicazione di un libro e di una mostra che saranno presentati e aperti il prossimo autunno con un’anticipazione, in forma di videoconcerto e incontro con l’autore, prevista a luglio.

Giovanni Lami
musicista e sound artist (Ravenna, 1978) 

La mappa sonora creata da Giovanni Lami è un vero e proprio archivio destinato ai posteri fatto di rumori e suoni ambientali registrati in vari luoghi e punti di Cotignola.

Tutto nasce da una domanda e intuizione, che si precisano poi in una commissione: come e cosa sentiremmo oggi se esistessero registrazioni di cinquant’anni fa? Che effetto avrebbero su di noi? Cosa ci racconterebbero? Quali emozioni proveremmo?

Può una mappa sonora, al pari di un archivio visivo, restituire le trasformazioni e i cambiamenti di un luogo? Può trattenere e delineare un paesaggio, ovvero qualcosa che è sempre frutto di una relazione complicata tra uomo e natura? E come restituisce questo dialogo, ora felice, ora drammatico, sempre frutto di fratture e compromessi?

Questa esplorazione e ascolto sul presente, che lo dilata entrando nelle profondità di questo mistero, espandendolo e chiedendoci attenzione, forse si rivolge principalmente al futuro al quale consegna, come enigmatici messaggi nella bottiglia, una serie di tracce che rappresentano un panorama immersivo e sconosciuto, a cui non sempre prestiamo il giusto ascolto, così abituati a un pervasivo e assoluto inquinamento sonoro che investe e corrompe gran parte dei nostri momenti, giornate e movimenti. 

Il nostro udito è uno di quei sensi che non possiamo chiudere o sospendere mai, eppure, fatta eccezione per alcuni momenti di tensione o paura, in cui tutto questo si amplifica enormemente e sensibilmente, non ci affidiamo ad esso in maniera così rilevante per decifrare il mondo intorno a noi.

A partire da registrazioni effettuate nel paesaggio antropico con modalità e tecniche diverse, da microfoni d’ambiente (gli uccelli, il vento, le voci e le risate dei bambini dentro a un laboratorio della scuola, un cantiere edile) a microfoni radio che catturano piccoli suoni particolari fino a renderli macroscopici (lo scoccare di una freccia o il tendersi della corda di un arco, il rumore di un pallone o dei passi sull’erba durante una partita di calcio), Giovanni Lami ci restituisce un paesaggio sonoro fatto di più piani e profondità.