Ven 16.30-18.30 - Sab e festivi 10.00-12.00 / 15.30-18.30
Gli scatti del fotografo Marco Zanella tornano a Cotignola sotto forma di archivio per la comunità.
Per la seconda volta su tre partecipazioni, il Comune di Cotignola ha vinto il bando nazionale «Strategia Fotografia 2025» promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura, dedicato alla valorizzazione della fotografia e della cultura fotografica italiana.
Il progetto premiato, «Uno sguardo che abita», conclude il percorso iniziato con Scalandrè del fotografo Marco Zanella, realizzato tra il 2018 e il 2021. Un lavoro che racconta la comunità agricola cotignolese tra tradizione e cambiamento, ora restituito in forma tangibile alla cittadinanza.Il progetto ha un valore complessivo di 22.251 euro, finanziato al 100% dal bando ministeriale. Le risorse permetteranno di acquisire nove stampe fine art e ottocento fotografie d’archivio, che entreranno nella collezione del museo civico Luigi Varoli.
Prima di diventare patrimonio permanente, le immagini saranno protagoniste di una mostra diffusa – curata da Veronica Daltri – in luoghi di vita quotidiana – biblioteca, scuole, municipio, circoli parrocchiali – e sfogliate in album durante le feste popolari, dalla Segavecchia all’Arena delle balle di paglia, in una sorta di «ritorno alle origini».
«Uno sguardo che abita» si propone quindi di portare la fotografia alla sua dimensione fisica, come atto di cura e di relazione, intrecciando memoria e futuro e rafforzando il legame tra arte e comunità.
Dal 13 al 15 marzo a Cotignola, durante la festa della Segavecchia, è stato rivelato al pubblico il primo album fotografico del progetto.
Intitolato «Inverno e Primavera», l’album #01 raccoglie parte delle ottocento fotografie d’archivio realizzate durante questo lavoro, che sono entrate nella collezione del museo civico Luigi Varoli.
I capitoli successivi saranno rivelati sempre in occasione di momenti importanti per la comunità. «Uno sguardo che abita» si propone quindi di portare la fotografia alla sua dimensione fisica, come atto di cura e di relazione, intrecciando memoria e futuro e rafforzando il legame tra arte e comunità.
«Inverno e Primavera» è attualmente visibile nella sede di Casa Varoli durante gli orari di apertura del Museo civico Luigi Varoli.


