Come avviene all’inizio del secolo scorso anche in altri centri della Bassa Romagna, la Scuola di Arti e Mestieri, nasce con chiari intenti popolari quali l’insegnamento di rudimenti di disegno e decorazione rivolti e destinati ad artigiani, fabbri, falegnami, ceramisti e scalpellini. In questo esse si distinguono decisamente dalle Accademie di Belle Arti preposte invece alla formazione e coltivazione di potenziali artisti (e quindi con una missione più aristocratica o specialistica).

La scuola Arti e mestieri è qualcosa in più, o di diverso, da una semplice sezione didattica di un museo; è  una specie di bottega che sta a metà strada tra una scuola e una casa: un laboratorio dove si disegna e dipinge e si costruiscono libri artigianali, dove si fanno maschere e burattini con la cartapesta, sculture e feticci con i materiali di recupero e animali protostorici e altre cose sciamanesche con la creta; dove a volte si ascoltano storie, si guardano film, si dorme, si mangia, si fanno feste e da cui si parte per parate, scorribande, esplorazioni, scoperte e viste al museo civico Luigi Varoli ( Varoli è un pò il nostro nonno, o fratello maggiore) e al paese tutto con le sue strade, piazze, cortili, le principali edifici storici e artistici.

L’Arti e Mestieri si colloca così in uno spazio intermedio tra scuola e gioco, permettendo l’incontro fertile e felice tra questi due mondi troppo spesso separati. Un gioco impegnato questo, sostenuto da una serie di sguardi, modalità e pratiche quasi da artista; modi di vedere e fare che passano sempre attraverso il filtro della sperimentazione sui e con i materiali, e, imprescindibilmente, dallo sporcarsi le mani. Un fare artigianale, imperfetto e divagante è il nostro, che crediamo debba coinvolgere più aspetti possibili della quotidianità, una coltivazione della curiosità e stupore che non si limita all’attività nel laboratorio ma che diventa strumento di emancipazione e scoperta, pratica capace di collegare e congiungere mondi.

Un collegamento tra occhio e mano che rende forse anche più felici e che, in qualche modo, rappresenta un tentativo di miglioramento della qualità della vita, del nostro sguardo sul mondo, sugli altri e su di noi stessi. Perché offre, anche all’adulto stesso, perché no, modi di vedere altri che provengono dal mondo misterioso e lontano dei bambini. E al bambino la possibilità di sospendere il tempo, di concentrarsi, contemporaneamente, su di sé e il mondo, di fare errori ed esperimenti, incontri e scoperte, proprio come avviene quando si disegna.

I laboratori e le attività didattiche della scuola si dividono principalmente in due momenti: una fase mattutina in cui i progetti e i laboratori si inseriscono, integrandola, all’interno della programmazione scolastica; una seconda, pomeridiana, con gruppi di bambini che frequentano la scuola da ottobre a maggio con modalità un po’ simili ad un’antica bottega, con un rapporto diretto e continuativo tra studenti e maestri.

Un terzo momento è quello invece in cui la scuola si apre alla comunità e alle famiglie e anche a  chi non frequenta i corsi: laboratori per bambini e genitori, visite guidate, mostre, feste, incontri e notti al museo, parate…

Il caso “E Val”

Ma qui preme parlare del Varoli maestro, educatore ed animatore culturale, tra i primi ad emancipare e valorizzare il disegno infantile, attraverso corsi di disegno, pittura e ceramica nelle scuole elementari, o all’Arti e Mestieri, e anche nella sua casa-studio aperta indistintamente a intellettuali, musicisti, artisti e bambini. Durante i primi anni del regime, insieme ad un gruppo di giovani maestri, sulla spinta della riforma scolastica Gentile, Varoli avvia un’importante esperienza editoriale, un periodico intitolato “E’ Val” che da giornalino scolastico locale cresce sino a diventare fenomeno regionale tanto che il pedagogista Giuseppe Lombardo Radice lo cita come felice esempio e buona pratica nel suo saggio “Il linguaggio grafico dei fanciulli” scegliendo alcuni disegni di bambini pubblicati sulla rivista e invitando ad andare a vedere quello che di buono e anomalo sta succedendo a Cotignola.

Laboratori e percorsi nelle scuole

Ogni singolo progetto è specifico e diverso per scuola e classe: è frutto di un incontro e mediazione tra le nostre proposte e le esigenze delle insegnanti in merito alla loro programmazione; ciò permette all’attività laboratoriale di intrecciarsi al percorso scolastico, arricchendolo, integrandolo, rendendolo più complesso e, ci si augura, più affascinante e divertente.

Con la convinzione che l’arte sia luogo dei collegamenti, disciplina che tiene insieme cose e mondi diversi. Che una delle modalità principali di apprendimento e crescita risiede nella sfera delle emozioni, e l’arte, da sempre, è storia e scienza dei sentimenti e nella possibilità di congiungere e connettere punti sparsi nello spazio e nel tempo.

Corsi pomeridiani

I corsi pomeridiani sono l’altra faccia dell’Arti e Mestieri dove bambini dai 5 ai 14 anni si iscrivono e frequentano gli spazi della scuola da ottobre a maggio, con una lezione di due ore una volta a settimana.

Questi corsi funzionano per mesi tematici e, a differenza di quelli mattutini, dove i bambini sperimentano, incontrano ed approfondiscono un tema, alcuni materiali e tecniche, al pomeriggio si trovano invece in una sorta di bottega multiforme che si evolve e cambia pelle continuamente, attraversando e sperimentando la pittura, il disegno, i materiali di recupero e seconda vita delle cose, la cartapesta, la creta e ceramica, il libro artistico-artigianale.

La Segavecchia

Per il mese precedente alla più importante festa cotignolese – la Segavecchia è una sorta di carnevale che cade a metà quaresima e che si lega alla tradizione dei riti pagani di fine dell’inverno ma anche al dominio degli Sforza su Cotignola – la scuola diventa fabbrica e officina della cartapesta dove i bambini costruiscono maschere che indosseranno il giorno della parata. I maestri inoltre, lavorano su qualche pupazzo insieme a volontari e genitori e ragazzi delle scuole medie.

Durante questo periodo vengono attivati corsi serali per adulti per la realizzazione di maschere in cartapesta.

Cotignyork la città per i bambini

Si tratta, per noi, del momento più importante dell’anno poiché in questa occasione si rende visibile il percorso di un intero anno scolastico dove l’impegno dei bambini e insegnanti si riflette in una grande occupazione multiforme e articolata proposta che invade tutto il paese.

La Scuola Arti e Mestieri riveste una funzione importante di raccordo tra mondo scolastico e amministrazione comunale, così come tra la scuola e la comunità: per questo appuntamento si occupa dei svariati aspetti che permettono l’ideazione e la realizzazione del progetto: dalla scelta del tema all’organizzazione degli eventi e appuntamenti in calendario, dall’immagine grafica alle mostre in vari luoghi del paese, dai laboratori di quasi arte alle letture a voce alta, e poi gli spettacoli e racconti che animano l’intera settimana di questa festa, sempre capaci di strizzare un occhio alle identità del luogo e a quello che i bambini hanno sperimentato nelle attività durante l’anno, a scuola e al museo.