Museo civico Luigi Varoli Cotignola

inventarivaroli

della copia e dell’ombra

un progetto di Massimiliano Fabbri

4-6/12-9-2021

inaugurazione
venerdì 4 giugno / 15-20
sabato 5 giugno / 10-13 | 15-20
domenica 6 giugno / 10-13 | 15-20

Marco Andrighetto | Lucia Baldini | Cesare Baracca | Mirko Baricchi | Angelo Bellobono | Elisa Bertaglia | Marco Bettio | Valentina Biasetti | Giovanni Blanco | Francesco Bocchini | Lara Ilaria Braconi | Simone Brandi | Michele Buda | Valeria Carrieri | Jacopo Casadei | Sabrina Casadei | Daniele Casadio | Luca Coser | Rudy Cremonini | Valentina D’Accardi | Giulia Dall’Olio | Vittorio D’Augusta | Barbara De Vivi | Lorenzo Di Lucido | Chiara Enzo | Massimiliano Fabbri | Alice Faloretti | Elisa Filomena | Sabrina Foschini | Barbara Fragogna | Giuliano Guatta | Domenico Grenci | Andrea Grotto | Elena Hamerski | Giovanni Lanzoni | Sarah Ledda | Susana Ljuljanovic | Beatrice Meoni | Enrico Minguzzi | Elisa Muliere | Matteo Nuti | Stefano W. Pasquini | Ettore Pinelli | Luca Piovaccari | Massimo Pulini | Denis Riva | Chris Rocchegiani | Giulio Saverio Rossi | Marco Salvetti | Amandine Samyn | Alessandro Saturno | Thomas Scalco | Marta Sesana | Enrico Tealdi | Silvia Vendramel | Rosario Vicidomini | Marco Zanella | Giulio Zanet | Luca Zarattini 
Luoghi:
Palazzo Sforza, corso Sforza 21 Cotignola
Ex Ospedale civile Testi, via Roma 8 Cotignola

Aperture e orari:

• dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, su prenotazione
• giovedì e venerdì 15.30-18.30
• sabato e domenica 10-12 / 15.30-18.30
(nel fine settimana la prenotazione è consigliata) 

Ingressi:
Le regole di accesso prevedono un massimo di cinque persone per turno, l’obbligo di mascherina, igienizzazione delle mani all’ingresso e tutte le dovute attenzioni per mantenere e rispettare il distanziamento interpersonale.

L’ingresso è gratuito

Prenotazioni:
email: museovaroli@comune.cotignola.ra.it
telefono: 0545 908 879 | 320 43 64 316

Tra luglio e ottobre 2020, dentro e intorno alla mostra-deposito Inventario Varoli, aperta a fine maggio dello stesso anno, e che raccoglie principalmente oggetti e sculture provenienti dalla casa-studio del maestro cotignolese del primo novecento, il museo ha organizzato una serie di incontri in cui piccoli gruppi di artisti si sono trovati e confrontati, per alcuni giorni, con i pezzi sparsi, i frammenti, i particolari e i dettagli tratti da questo archivio e foresta di memorie, presenze e fantasmi.

Un tentativo di orientamento affidato principalmente al disegno e alla pittura, anche dal vero, traduzione imperfetta e restituzione di modi di vedere che ha trasformato gli spazi, le sale e il giardino del museo in una sorta di studio collettivo.

Ciò che è stato prodotto in queste giornate di lavoro ha contribuito a comporre una mostra in divenire, allestita collettivamente ogni volta al termine di ciascuna sessione ed episodio, che rappresenta un vero e proprio doppio, riflesso, espansione ed eco di quanto esposto al piano terra di Palazzo Sforza.

Da dicembre a gennaio poi, con la chiusura imposta dai nuovi Dpcm, è stato il museo a entrare questa volta negli studi degli artisti, innescando un movimento inverso; un secondo sguardo sulle proprie collezioni e patrimonio partito con una campagna e galleria fotografica realizzata appositamente durante il mese di novembre e resa disponibile sul suo sito, che ci ha permesso di continuare a invitare altri autori, pur se da remoto. E di espandere e ramificare ulteriormente il progetto che ha coinvolto infine un totale di cinquantanove artisti, compresi i tre fotografi che hanno mappato le cose, le presenze e gli allestimenti.

Ora, con l’apertura definitiva di questa mostra che chiude un percorso che ci ha accompagnato e guidato lungo questo anno, anche questo corpo di opere prodotte a distanza è finalmente visibile, aggiungendosi a quelle realizzate sul posto e già presenti a Palazzo Sforza insieme all’archivio Varoli, un corpo fatto di pezzi sparsi che comprende oltre trecento pezzi tra oggetti, sculture, cartapeste, libri, disegni, fotografie e reperti.

Inventario Varoli – della copia e dell’ombra è una mostra che si divide e articola in tre sezioni distribuite su due spazi espositivi: a palazzo Sforza la collezione Varoli e le opere degli artisti prodotte dentro al museo, all’ospedale Testi i disegni e i dipinti fatti invece negli studi guardando al museo e alle sue memorie.

Accompagna la mostra un libro a cura di Marilena Benini, catalogo che rappresenta anche, a tutti gli effetti, l’ultima pubblicazione, la quindicesima, del progetto Selvatico.

Guarda i video sul canale Youtube del Museo Civico Luigi Varoli

Sfoglia la galleria con le foto di Daniele Casadio e Michele Buda